Affido eterofamiliare
E’ un servizio previsto dalla Legge 4 maggio 1983 n.184 che prevede la possibilità per un minore, la cui famiglia naturale si trovi in temporanea difficoltà a rispondere alle sue necessità, di essere accolto presso un’altra famiglia o coppia o singolo disponibile e capace di aiutarlo a compiere un tratto del proprio percorso di crescita. Superate le difficoltà che la famiglia naturale presentava, il minore rientra nel proprio nucleo di origine.
La normativa prevede anche la possibilità che un bambino possa essere affidato a parenti entro il 4° grado (nonni, zii), nel qual caso si parla di affido parentale.
All’interno dell’Unità Minori opera il Gruppo Affidi, con il compito di procedere alla individuazione di famiglie o persone disponibili all’affido, dando informazioni a chi ne faccia richiesta e svolgendo colloqui finalizzati.
L’intervento può essere previsto, tramite un decreto, dal Tribunale per i Minorenni o richiesto dai genitori; anche in quest’ultimo caso il servizio sociale deve darne comunicazione al Giudice Tutelare.
L’accesso avviene tramite il servizio sociale delle Unità Operative Territoriali di residenza.
Le persone disponibili all’affido possono rivolgersi al gruppo affidi in via Mazzini 25.

Affido parentale per minori stranieri non accompagnati
L’affido parentale è un sostegno dato da parenti, residenti in Italia, a un minore straniero senza genitori. I parenti affidatari accolgono il minore di età nel loro nucleo familiare. L’intervento è rivolto a tutti i minori stranieri non accompagnati che sono stati affidati dal Tribunale per i Minorenni al Comune di Trieste.
L’accesso avviene tramite il servizio sociale delle Unità Operative Territoriali di residenza.

Accoglimenti in comunità educative
L’intervento prevede l’accoglimento del minore, per un periodo definito, in una comunità educativa o terapeutica, su richiesta della famiglia di origine o su disposizione del Tribunale per i Minorenni.
E’ un intervento attuato soltanto dopo aver verificato che, nonostante si siano forniti i sostegni necessari, il mantenimento in famiglia del minore di età si è rivelato impossibile o, addirittura, pericoloso.
Le leggi in materia indicano l’accoglimento in comunità educativa o terapeutica come momento di tutela del minore.
L’accesso avviene tramite il servizio sociale delle Unità Operative Territoriali di residenza.

Accoglimento dei minori stranieri non accompagnati dai genitori
L’intervento prevede l’accoglimento di ragazzi stranieri, che si trovano sul territorio italiano senza essere accompagnati dai genitori o figure adulte di riferimento legale, in una struttura residenziale socio-educativa-assistenziale o terapeutica, su disposizione delle Autorità Giudiziarie.
Ci si deve rivolgere presso l’Unità minori di Via Mazzini 25.

L’Unità minori elabora e realizza anche, in collaborazione con il terzo settore, progetti che affrontano specifiche problematiche riguardanti i minori (es. abbandono scolastico, conflitti fra genitori, mediazione culturale, doposcuola per minori, obbligo scolastico).